Le riforme del sistema pensionistico italiano contenute nei provvedimenti Amato - Dini si sono poste l'obiettivo del contenimento della crescita della spesa pensionistica mediante: i) il passaggio al metodo contributivo per il calcolo dei benefici pensionistici, ii) la riduzione degli incentivi al pensionamento anticipato, iii) l’aumento dell'età pensionabile, e iv) l'indicizzazione delle pensioni ai prezzi piuttosto che ai salari. In questo lavoro proponiamo una valutazione della sostenibilità politica del sistema previdenziale italiano delineato dalle riforme Amato-Dini a pieno regime. A tale scopo utilizziamo un modello di equilibrio economico generale calibrato in modo da riprodurre gli aspetti demografici, economici e politici, ed il sistema pensionistico italiano pre e post riforme. La simulazione di tale modello ci permette di calcolare l'aliquota di equilibrio del sistema post riforme a pieno regime (anno 2050) preferita dalla maggioranza degli elettori, sulla base delle caratteristiche strutturali dell'economia e in funzione di diversi possibili scenari riguardanti l'età di pensionamento, nonché l'aliquota che sarebbe prevalsa nell'equilibrio politico in assenza delle suddette riforme. Due aspetti dell’invecchiamento della popolazione sono cruciali per la nostra analisi: i) l’aumento del rapporto di dipendenza, che riduce la redditività del sistema pensionistico, e ii)l’incremento del peso politico degli elettori anziani. I risultati delle simulazioni indicano che - affinché il sistema previdenziale vigente sia politicamente sostenibile - l'aliquota contabile di equilibrio dovrà passare da un media pari a 38% nel periodo 1982-91 al 48,9% nel 2050. Nel lungo periodo, il provvedimento più incisivo contenuto nelle riforme Amato-Dini per ridurre la spesa pensionistica è costituito dall'incremento dell'età di pensionamento. Il passaggio al computo dei benefici mediante il metodo contributivo ha esclusivamente effetti redistributivi, e l'eliminazione dell'indicizzazione ai salari induce la maggioranza degli elettori a preferire un incremento del rapporto di copertura calcolato al momento del pensionamento.
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Paper provided by CELPE (Centre of Labour Economics and Economic Policy), University of Salerno, Italy in its series CELPE Discussion Papers with number
64.
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