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Proprieta' Intellettuale, Esternalita' E Rendita. Il Caso Del Brevetto

  • Giuseppe Clerico

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    (Dipartimento di Economia, Universita' di Torino)

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    L’analisi economica dimostra che una risorsa scarsa deve essere impiegata nel rispetto del criterio di efficienza sia a livello allocativo che produttivo. L’approccio standard alla teoria economica mostra che la presenza di diritti di proprietà privata sulla risorsa scarsa in linea di principio è in grado di garantire e comunque di favorire il rispetto del criterio di efficienza. Più in generale si dimostra che la presenza di diritti di proprietà definiti e garantiti è alla base dell’esistenza del mercato stesso e del suo naturale funzionamento secondo le libere preferenze dei soggetti. Si tratta ora di valutare se queste considerazioni sono valide nel campo della cosiddetta proprietà intellettuale. L’informazione è un bene privato in quanto non è rivelata. In quanto rivelata, ed anche in un ambiente caratterizzato da incertezza e da asimmetria informativa, l’informazione di fatto assume le caratteristiche di un bene pubblico. I prodotti frutto della creatività della mente umana sono tutelati dalla legge attraverso forme di diritto di proprietà privata. La ragione più convincente della tutela è la seguente: l’attribuzione di un diritto di proprietà privata sulle opere dell’ingegno rappresenta un incentivo per la creatività e per l’invenzione. L’Autorità politica limita l’esercizio del diritto privato in termini di tempo, di dimensione della tutela, di caratteristiche necessarie per potere usufruire della tutela e così via. Nel caso del brevetto l’obiettivo della tutela legale non è tanto quello di garantire la cattura dell’intero beneficio sociale quanto quello di garantire all’inventore un adeguato profitto (un adeguato ritorno economico per lo sforzo e il capitale impiegato) dal risultato conseguito così da favorire e rafforzare l’incentivo all’innovazione. La scelta pubblica è spesso una scelta fra efficienza ed equità. Anche il problema della tutela della proprietà intellettuale attraverso, in particolare, lo strumento del brevetto solleva questo trade-off. Infatti, nel caso del brevetto emerge un evidente trade-off fra incentivi all’innovazione (che comportano il rispetto del criterio di efficienza) e la rendita temporanea garantita dal brevetto (che contrasta in particolare con il principio di tutela del benessere del consumatore). Il brevetto rende scarso un bene, ossia l’informazione, che in quanto rivelata è un bene pubblico. L’informazione rivelata, in quanto bene pubblico, è una sorta di infrastruttura sociale in grado di generare un consistente e crescente flusso di esternalità positive. Il ruolo di infrastruttura sociale appare ancora più evidente se si constata che l’innovazione è tendenzialmente un processo cumulativo e sequenziale. A livello operativo la soluzione concreta al trade-off fra incentivi alla ricerca e tutela del benessere del consumatore richiede che lo Stato: legiferi sulle caratteristiche che giustificano la domanda di un brevetto, sull’ampiezza e la durata del medesimo; controlli le modalità d’uso del brevetto (ivi incluso il problema delle licenze e delle royalties) al fine di contenere ogni indebita acquisizione di forme di controllo del mercato.

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    Volume (Year): XVIII (2006)
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