Nel presente lavoro, dopo avere effettuato una rassegna degli approcci esistenti in letteratura sulle ragioni dello sviluppo dualistico dell’economia italiana, si argomenta che per valutare il potere esplicativo di questi approcci è importante esaminare alcune loro predizioni empiriche relativamente a livello e andamento della produttività totale dei fattori, nonché degli elementi in cui queste variabili possono essere scomposte. Basandosi sui dati dell’Indagine del Mediocredito Centrale, vengono quindi calcolati per gli anni ’90 misure di efficienza tecnica, di scala e allocativa, nonché degli indici di Malmquist, per un campione piuttosto ampio (e territorialmente diversificato) di imprese manifatturiere. Dai risultati di questa analisi è possibile desumere la rilevanza di consistenti differenziali territoriali di efficienza tecnica e allocativa, ancorché in minor grado per quest’ultima. Effetti di scala sono meno rilevanti between regions, ma acquistano una certa importanza dal punto di vista delle variazioni nel tempo. L’eccesso di costo dovuto a una troppo alta quota capitale/lavoro è significativamente più elevato per il Mezzogiorno, e acquista maggiore rilevanza per tutto il Paese negli ultimi anni del campione.
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Paper provided by CELPE (Centre of Labour Economics and Economic Policy), University of Salerno, Italy in its series CELPE Discussion Papers with number
59.
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