Zamagni, Stefano () (Associazione Italiana per la Cultura della Cooperazione e del Non Profit)
Abstract
La crisi finanziaria, iniziata nell'estate 2007 negli Usa e poi diffusasi per contagio nel resto del mondo, ha natura sistemica. Ne' di crisi congiunturale ne' di crisi regionale dunque si tratta. Essa e' il punto di arrivo, inevitabile, di un processo che da oltre trent'anni ha modificato alla radice il modo di essere e di funzionare della finanza, minando cosi' le basi stesse di quell'ordine sociale liberale che e' cifra inequivocabile del modello di civilta' occidentale. Duplice la natura delle cause della crisi: quelle prossime, che dicono delle peculiarita' specifiche assunte in tempi recenti dai mercati finanziari e quelle remote, che chiamano in causa taluni aspetti della matrice culturale che ha accompagnato la transizione dal capitalismo industriale a quello finanziario. Da quando ha iniziato a prendere forma quel fenomeno di portata epocale che chiamiamo globalizzazione, la finanza non solamente ha accresciuto costantemente la sua quota di attivita' in ambito economico, ma ha progressivamente contribuito a modificare sia le mappe cognitive delle persone sia il loro sistema di valori. E' a quest'ultimo aspetto che si fa riferimento quando oggi si parla di finanziarizzazione (financialization) della societa. "Finanza", letteralmente, e' tutto cio' che ha un fine; se questo fuoriesce dal suo alveo storico, la finanza non puo che generare effetti perversi.
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Publisher Info
Paper provided by Associazione Italiana per la Cultura della Cooperazione e del Non Profit in its series AICCON Working Papers with number
56-2008.